
Intervista esclusiva
Vino, Vignette, l'opinione di due artisti d'oltralpe
Bordighera - Gérald Gorridge e Jean Pierre Dirick
I due vignettisti francesi, giunti nella città delle palme per questa edizione di Vino e Vignette, hanno mostrato al pubblico i loro disegni, nati da mani giocose che tradiscono un'innata natura al sorriso.
Gérald GorridgeNato in Vietnam, fatto che influenzerà tutta la sua produzione artistica, insegna alla Scuola Europea Superiore dell’Immagine di Angouleme. E' fumettista ed editore. I suoi disegni, interamente realizzati a mano, rappresentano un continuo scambio tra la realtà vietnamita e quella francese.
Quali sono i consigli che può dare a questa manifestazione per migliorarla ulteriormente?
"Credo che Vino e Vignette sia una bella occasione per dare spazio al fumetto; inoltre mi piace l'idea, che trovo davvero originale, di avvicinare la vignetta al vino, sono due cose che secondo me stanno bene insieme, in fondo si tratta di un'antica associazione tematica. Sono quindi sicuro che la manifestazione continuerà ad avere sempre più successo proprio grazie all'idea attorno a cui è nata. Quanto a ciò che andrebbe migliorato, penso che Vino e Vignette dovrebbe puntare di più sulla comunicazione: dotarsi di un sito internet più accattivante, soprattutto più ricco d'immagini; d'altronde questa manifestazione gira attorno all'immagine. La manifestazione deve ancora trovare il suo pubblico, ma sono convinto che ne ha tutte le possibilità. Inoltre servirebbero più persone all'interno dell'organizzazione, Diego è quasi solo. Infine l'allestimento mi pare un po' carente, mancano per esempio dei punti luce nella location dell'ex Chiesa Anglicana, dove sono esposte le mostre".
Ha citato Diego Lupano, e anche all'inaugurazione lo ha ringraziato: pensa che il suo apporto alla manifestazione sia determinante?
"Diego ha una passione vera sentita per il fumetto, il suo è quindi un apporto determinante sia per le qualità e le competenze che possiede su questo argomento, sia per la voglia e la grinta con cui lavora. Io gli conferirei un ruolo ancora più importante all'interno dell'organizzazione di Vino e Vignette".
Lei insegna alla Scuola Europea Superiore dell’Immagine di Angouleme, quali sono le differenze, se ce ne sono, tra la situazione italiana e quella francese delle scuole di fumetto?
"La differenza più grande tra le diverse tradizioni scolastiche dei due paesi riguarda la spinta creativa che in Francia viene ricercata e promossa tra gli studenti da parte di noi insegnati, cercando di far emergere lo stile personale degli artisti; in Italia invece si tende maggiormente a concentrare l'insegnamento dirigendolo verso una direzione più commerciale, professionale, riducendo la componente creativa. In Francia gli studenti sono prima di tutto artisti, in Italia sono prima di tutto disegnatori uniformati ad uno standard secondo il mercato. Quello che invece vorrei imparare dalla scuola italiana e portare con me in Francia l'alto livello di qualità tecnica dei disegni".
Jean Pierre Dirick
E' nato a Parigi, dove ha vissuto per i primi 40 anni. Attualmente vive sulla Costa Azzurra. Ha iniziato la sua carriera di disegnatore e sceneggiatore negli anni '80 nella rivista “Le journal de Tintin” e ha creato per Pif-gadget il personaggio del détective Tim. Nel 1986 da vita al “Docteur Psy”, che psicanalizza le star della TV e del cinema in caricatura. Dagli anni '90 crea “L’Ispettore Fido” la cui madrina è l’attrice Sophie Marceau. Per avere maggiori informazioni su Dirick è possibile consultare il sito internet: www.klebs.dirick.com.
Questa è la sua prima partecipazione a Vino e Vignette, cosa si aspetta dunque dalla manifestazione?
"Sono molto contento di poter partecipare, spero che il pubblico giunga numeroso a Bordighera per visitare la mostra e assistere a tutti gli eventi organizzati".
C'è, secondo lei, una differenza tra la cultura del fumetto in Italia e la cultura del fumetto in Francia?
"La prima grande differenza che ho notato è che in Italia non esiste l'abitudine alla dedica. In Francia il pubblico, anche di prima pelle, partecipando ad eventi di promozione del fumetto, del tipo di Vino e Vignette, tende a chiedere all'artista una dedica personale, una volta acquistato il libro. Un fumetto esclusivo per il lettore, tradizione assente in Italia. Inoltre vi è una diversa idea della produzione e dei diritti delle librerie e degli artisti: vi sono prima di tutto molte più librerie interamente dedicate alla vendita di fumetti e in secondo luogo, queste non possono scontare i libri oltre il 5%, cosa che garantisce maggiore salvaguardia delle stesse librerie e degli autori".
Qual è il significato del suo celebre fumetto l'ispettore Fido?
"Il mio fumetto è rivolto ai bambini ed è tradotto in molte lingue, letto in diversi paesi nel mondo; questo perché il messaggio, che in esso vi è contenuto, è comprensibile e accessibile a tutte le culture. Per una volta il mondo è visto alla rovescia: la natura e gli animali sono i padroni e gli uomini schiavizzati, stipati in gabbie, martirizzati per usarne la pelle per farne pelliccia, ecc. Il significato è dunque quello di far nascere nella coscienza dei più piccoli in più parti del mondo la necessità di proteggere la natura e gli animali, una consapevolezza che, secondo me, dovrebbe essere uno degli elementi su cui fondare veramente l'identità identitaria europea".
L'incontro con i due artisti, generosi per tempo, parole e pazienza, ha permesso di dare un respiro più ampio alla manifestazione, uno spessore di carattere culturale e artistico, unito alla qualità già ben rappresentata dal buon vino.
TAGS jean pierre dirick gérald gorridge vino e vignette e... motori diego lupano bordighera i nostri approfondimenti ex chiesa anglicana
pubblicato il 03/05/2010 alle ore 13:23
Segnala questo articolo
Inserisci i dati richiesti e segnala un tuo amico di questo articolo.




























