
Inetrvista
Maestro Gianna Fratta, la figura del direttore d'orchestra al femminile
Sanremo - In occasione di "Principesse e Champagne: il favoloso mondo dell’operetta"
L'intervista rilasciata dal Maestro Gianna Fratta direttore del programma "Principesse e Champagne: il favoloso mondo dell’operetta" alla guida dell’Orchestra Sinfonica di Sanremo.
E' corretto innanzitutto chiamarla "Maestro" Gianna Fratta?"Purtroppo è corretto. Sembra un errore il fatto di abbinare il genere maschile ad un nome proprio femminile ed in effetti lo è. Il fatto è che non c'è ancora l'abitudine di vedere un numero di direttori d'orchestra donne tale da giustificare un cambio di terminologia. Per adesso occorrerà continuare a dire Maestro Gianna Fratta, per quanto "suoni" male."
La figura del direttore d'orchestra donna e quindi della direzione d'orchestra al femminile è ancora una rarità nell'ambiente sempre troppo maschilista della classica?
"Senz'altro, nella direzione d'orchestra più che in tutti gli altri settori della classica. Per strumentisti, cantanti, solisti, coristi, registi direi che in qualche modo si è raggiunta una parità, ma nel campo della direzione d'orchestra siamo ancora lontanissimi. Al di là di ogni opinione i fatti, in Italia, sono chiari: non c'è mai stato un direttore stabile di ente lirico donna, la percentuale delle donne sul podio è pari al 5%, nei maggiori teatri italiani hanno raramente diretto donne e comunque rarissimamente italiane. Quando ho diretto all'Opera di Roma, 3 anni fa, sono stata la prima donna italiana. E' incredibile che fino al 2007 nessuna donne italiana avesse diretto in uno dei nostri più importanti teatri. "
Leggendo il suo curriculum noto con estremo interesse la sua infaticabile voglia di fare a 360° dalla laurea in giurisprudenza alla cattedra di elementi di composizione.. dalla carriera come pianista alla direzione di coro e al 10 e lode del diploma in direzione d'orchestra seguito da una rapidissima carriera. Tutti questi traguardi le saranno costati molti sacrifici vista anche la sua giovane età. Oggi sente di aver intrapreso la strada giusta?
"Sì, penso di fare quello che volevo fare fin da quando avevo 12 anni. Non ho mai visto e non vedo altra strada per me se non questa. Purtroppo è una strada difficilissima, soprattutto in questo periodo e in Italia, ma io non potevo immaginare a 12 anni che i direttori d'orchestra fossero per la maggior parte uomini e non potevo immaginare neanche quante competenze, studio e fatica ci volessero per diventarlo. Mi ricordo che a quell'età iniziai ad andare ad ascoltare dal vivo i primi concerti con l'orchestra e fu, direi, una specie di folgorazione. Pensai: col pianoforte non potrò mai avere questo suono (studiavo pianoforte dall'età di 5 anni)! Ed ero disperata perchè vedevo che nelle orchestre non c'era il pianoforte. Pensai che per essere parte di quel suono, di quel mondo sonoro, avevo due strade: cambiare strumento o fare il direttore. Ho scelto, forse casualmente, questa seconda opzione e non me ne sono mai pentita, anche perchè tra i tanti diplomi, lauree... dirigere è la cosa che faccio meglio e con maggiore facilità."
Venendo al programma da lei diretto ed intitolato " Principesse e champagne: Il fantastico mondo dell'Operetta"; potrebbe introdurci con poche parole all'interno di questo programma molto vario e mi sembra di capire anche pieno di sorpese? (mi riferisco soprattutto alla figura del "Cantattore" come interprete della serata)
"Sarà un programma estivo, molto godibile, pensato per il pubblico che ci ascolterà. L'operetta è un mondo che non conoscevo (perchè noi musicisti superclassici la snobbiamo un po'.... diciamolo!), ma che mi ha affascinato per il suo brio, la sua libertà esecutiva, improvvisativa, la sua freschezza e la sua capacità di unire arti differenti: la recitazione, la danza, il canto. In questo programma, che non sarà una semplice alternanza di arie e duetti dalle più note operette, il cantattore proporrà al pubblico delle gag, insieme con la cantante reciteranno alcune parti tratte dalla operette... insomma sarà un mix forse lontano dagli stilemi dello spettacolo classico, ma proprio per questo molto accattivante per un pubblico estivo. Senza voler sminuire la parte musicale che, nelle operette, è spesso di grandissimo pregio se si pensa a capolavori come il Pipistrello di Strauss o l'Orfeo all'Inferno di Offenbach o La Vedova allegra di Lehar."
Quale potrebbe essere secondo lei l'idea giusta per uscire dalla crisi culturale che stiamo vivendo? La musica classica può ancora tornare ad essere apprezzata e amata come un tempo?
" La crisi attuale va analizzata con attenzione, perchè non è solo la conseguenza dei tagli e della disattenzione politica alla cultura. Non possiamo fare affidamento sugli altri. In gran parte la colpa è degli operatori musicali, non ultimi i musicisti. Non abbiamo saputo guardare al nostro tempo, ci siamo arroccati su posizioni rigide ed elitarie, non abbiamo saputo costruire un pubblico, anzi, il più delle volte abbiamo fatto il possibile per perdere anche quello che avevamo. Guardi io organizzo due piccole stagioni, una estiva e una invernale. Le assicuro che non so dove mettere la gente, perchè nella mia città si sa che quando io organizzo uno spettacolo non c'è possibilità di vederlo altrove, perchè io lo confeziono, lo invento per il mio pubblico e lo rendo unico. E' inutile continuare a proporre mediocri esecuzioni di Sinfonie l'ennesima interpretazione di un quartetto di Beethoven, quando chiunque può ascoltarle con grande facilità dai più grandi interpreti. Cominciamo a inventare spettacoli, a fare della musica classica uno strumento di emozione, cominciamo a farla dialogare con altre forme d'arte... la musica classica può essere davvero accattivante, può interessare anche i bambini e lei lo ha visto nello spettacolo col Carnevale degli animali o Musica Comica. Ma occorre cambiare la nostra prospettiva. Smettiamola di fare i concerti per noi e cerchiamo di farli per chi li ascolta, altrimenti rimarremo soli, autoreferenziali e senza pubblico. Cerchiamo di fare programmazioni interessanti, uniche, originali e riusciremo, forse, ad essere amati ed apprezzati dal pubblico."
Crede che strumenti come facebook e altri Social Network siano ultili al mondo dello spettacolo e della musica classica?
"Sì, in generale penso di sì. Come tutti gli strumenti - non ultimi quelli musicali - dipende da come si usano. I Social Network sono una risorsa che usata con intelligenza può aiutare il mondo dello spettacolo e la musica classica, ma certamente mai sostituirsi allo spettacolo dal vivo. "
Può darci qualche anticipazione sulle sue prossime attività?
"Dopo gli spettacoli a Sanremo, ho una decina di concerti sinfonici nel Sud Italia, quindi vari concerti col pianoforte tra Puglia, Sicilia e Spagna. A settembre torno a Seoul in Corea del Sud dove ho vari concerti e un Elisi d'amore da dirigere. Subito dopo sarò la prima donna a dirigere al Petruzzelli di Bari, un appuntamento a cui tengo tanto. Alla fine del 2010 avrò da dirigere due titoli al Teatro dell'Opera di Belgrado e da curare la direzione artistica di una stagione di 16 concerti a Foggia intitolata "Musica Civica". "
(Intervista a cura di Mariano Dapor)
Qui di seguito le date delle repliche di questo fine settimana:
Giovedì 15 Luglio - Sanremo - Villa Ormond - ore 21.30
Venerdì 16 Luglio - Ceriana - P.zza G.Marconi - ore 21.30
Sabato 17 Luglio - Savona - Fortezza del Priamar - ore 21.30
"PRINCIPESSE E CHAMPAGNE: IL FANTASTICO MONDO DELL'OPERETTA"
Orchestra Sinfonica di Sanremo
Gianna Fratta, direttore
Damiana Mizzi, soprano
Walter Rubboli, cantattore
TAGS walter rubboli mariano dapor damiana mizzi i nostri approfondimenti principesse e champagne: il favoloso mondo dell’operetta orchestra sinfonica di sanremo gianna fratta
pubblicato il 15/07/2010 alle ore 12:35
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