Considerazioni

Sanremo, bei tempi che furono

Sanremo - Lettera di Freddy Colt

Freddy Colt

Freddy Colt

Oggi è arrivata alla nostra redazione, come credo sia arrivata in molte altre redazioni della provincia, una mail di Freddy Colt, musicista e persona di cultura molto conosciuta ed apprezzata dal pubblico, che di certo non ha bisogno di presentazioni.

Una mail dal sapore malinconico, che - mi auguro - ci faccia riflettere sulla dura analisi della realtà sanremese in tema di eventi estivi e che riportiamo interamente qua di seguito:

"Dannata malinconia!"

"Purtroppo sono un animale malinconico. Non nostalgico, ma malinconico sì. E forse è pure peggio!
Strumento inconsapevole del mio stato d’animo è oggi un volantino, che svolazza in città per promuovere il programma delle manifestazioni estive sotto lo slogan “Quando la vacanza dura una stagione!”.
Maneggiare questo foglietto patinato che comprende sul retro metà degli eventi dell’Estate 2010, mi ha subito riportato indietro di almeno un decennio quando per presentare sinteticamente gli spettacoli estivi sanremesi occorreva un libretto piuttosto corposo. Tornato in ufficio, ho ritrovato il libretto di “SummerTime in Sanremo” anno 2000. Era la quarta stagione nella quale ero stato chiamato dall’Assessorato al Turismo a fornire la mia “supervisione artistica” all’intero programma, mentre Angelo Giacobbe ne era l’infaticabile direttore organizzativo. Sfoglio il libretto, 16 pagine dense di testo con spettacoli d’ogni sorta, in fondo persino l’indice diviso per generi: Musica classica e sinfonica, Jazz Blues e Canzone d’Autore, Musica pop e rock, Musica Etnica, Intrattenimento musicale, Teatro e varietà, eccetera.

Spulciando il programma troviamo veramente di tutto: la banda itinerante dei Funk Off, l’Orchestra sinfonica nazionale della Repubblica Moldava, il raggae degli Africa Unite, il grande fisarmonicista jazz Antonello Salis insieme al chitarrista Armando Corsi (in piazza San Siro), a Villa Ormond un tributo a Serge Gainsbourg e un altro a Fred Buscaglione, una due giorni dedicata a Louis Armstrong ideata da Dodo Goya. Ovviamente ci fu anche un bel concerto dei Lythium appena reduci dal Festival con il loro premio della critica “Mia Martini”. Per il teatro nella Pigna c’era Mauro Pirovano, Mara Baronti, Enzo Luscato. Era l’anno in cui nacque “Rock in the Casbah” e la rassegna di teatro dialettale “Nini Sappia”. Tutte le band locali, rock, pop, blues, trovavano spazio nelle rassegne “Woodstock a Sanremo” e “Onda Sonora” (circuito nelle spiagge). Joe Sentieri teneva uno dei suoi ultimi applauditissimi recital nella città che aveva scelto come sua seconda patria. La rassegna Sanremo Immagine Jazz proponeva tra gli altri gli Avion Travel e gli Aires Tango, mentre al Gala della Moda in piazza San Siro si esibivano i Matia Bazar. Il programma ospitava tre tappe del Festival Organistico Europeo, mentre fiore all’occhiello dell’organizzazione erano rassegne come “Zazzarazzaz”, “Popoli intorno al fuoco”, “Classica non troppo”, “Mandolinata Ligustica”, “Creative Music Trittico”. Era possibile assistere agli spettacoli di “Musical I love you” e di tutte le compagnie teatrali del Ponente (il Banchéro, il Movente, il Gruppo dell’Elastico, la Maison des Hirondelles e altre). Naturalmente c’erano i concerti dell’Orchestra sinfonica, del Corpo Bandistico, le sfilate della Canta e Sciuscia e persino una banda dixieland costituita apposta: la “SummerTime in Sanremo Marchin’ Band” che fu premiata al FestivalMare. Quasi tutte le scuole di danza locali avevano la loro vetrina. Non mancava la musica africana dei “Bongo ceddo”, quella indiana degli “Avarta”, quella irlandese dei “Coal Tattoo”, quella argentina dei “Quintettango”, musica kletzmer, country, afro-caraibica e molto altro ancora...

Il programma dell’anno 2000 era in buona parte il frutto di un progetto chiamato “La Congiura dei Guitti”, che qualcuno si è pure permesso qualche tempo fa di denigrare o sminuire. Pazienza. Resta il fatto che questo “reperto cartaceo” come pure i programmi delle annate 1997, 1998, 1999, 2001 e 2002 dànno la misura del grande lavoro che si era compiuto...

Qualcuno dirà: erano altri tempi, altre le risorse. Senz’altro. Ma già la fine degli anni ’90 era una pallida fotografia di ciò che Sanremo era stata negli anni ’60 e ’70, e lo stesso Dopoguerra era nulla rispetto alla “Belle Epoque”. Di questo passo dove arriveremo?
Sono triste per il destino della mia città, anche se non smetto di sperare in una riscossa, in un riscatto, in un Rinascimento."

Freddy Colt

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pubblicato il 20/07/2010 alle ore 17:56




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