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Bike sharing in Cina: che caos!

bicicletteLe autorità preoccupate per la proliferazione di discariche abusive di biciclette, “gettate” dagli utenti.

Il sistema fa ormai faville in numerose città del mondo: le biciclette condivise fluidificano il traffico e contribuiscono a diminuire l’inquinamento. In Cina, diverse startup, hanno fiutato l’affare e propongono bike sharing ad ogni angolo di strada. Pagando un modico abbonamento è possibile sbloccare il telaio della bici tramite un app dello smartphone.

Ma gli inizi del sistema sono stati caotici a dir poco. Nella città di  Shenzhen le autorità sono sempre più preoccupate di veder proliferare mucchi di bici “gettate” dagli utenti. Nel centro città una di queste “discariche” comprende più di 500 mezzi: una montagna di ferraglia alta più di 3 metri. “Ormai non c’è più educazione. Le persone quando hanno finito di usare le bici semplicemente le gettano” sospira He, abitante del quartiere.

Concorrenza agguerrita

Il fenomeno potrebbe essere legato alla concorrenza senza quartiere che si fanno le varie compagnie sul mercato. Inondano le strade di decine di migliaia di bici in tutto il paese molto apprezzate da studenti e giovani in genere.
La bicicletta è stata per lungo tempo il mezzo di trasporto urbano per eccellenza nel paese comunista. Abbandonata a favore di scooter e auto ormai non è utilizzata che dal 12% dei Cinesi per recarsi al lavoro contro il 38% del 2000.

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